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Novelle
 
In questa sezione pubblicheremo le novelle ed i racconti che i nostri visitatori vorranno inviarci.
Ecco la prima, speriamo di una lunga serie ......

Realtà virtuale (di M.T. Danzieri - Milano)

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Giorni e giorni davanti allo schermo del computer, con lo sguardo fisso alle tabelle, alle immagini, alle proprietà computerdi ogni pagina da creare e di ogni particolare da inserire, per creare siti da buttare dentro quell’immensa ragnatela : Internet. Giorni e giorni in cerca di contenuti grafici e testuali da cui trarre spunto per il suo lavoro.
Lavoro, appunto, ma lui stesso non si sarebbe mai stancato di girare fra gli ipertesti per cercare notizie di ogni genere e da ogni fonte, per soddisfare quella curiosità infinita che altrimenti dirottava su libri, giornali, televisione.

Gli capitava di tutto sotto gli occhi: brani di romanzi mai letti o rime dimenticate, statistiche economiche, immagini dei nuovi film in programmazione, le bibliografie critiche dell’ultimo testo di Proust e gli elenchi degli spacci delle grandi firme della moda. Non c’era modo di porre un argine a quanto il Web offriva anche invasivamente senza nessun riguardo, aprendo da solo finestre e spazi non richiesti.

Certo, a volte si accorgeva di restare imbambolato più a lungo del previsto davanti all’incanto di alcuni luoghi, pubblicizzati dai siti delle agenzie di viaggio, naturalistici o culturali; a volte doveva riconoscere di ricercare appositamente la descrizione, le foto di questi posti e per un attimo sentirsi come immerso in quello che vedeva, poi salvava come sfondo per il video l’immagine che più lo colpiva e per una settimana o due si sentiva appagato nel rivederla ogni volta che lo schermo era acceso. Era quasi un incantesimo a cui non poteva sottrarsi e col quale combatteva i problemi della vita di ogni giorno, condivisi con milioni, miliardi di persone.

Immagini e testi che mai avrebbe voluto vedere, che non avrebbe voluto nemmeno che esistessero, passavano davComputeranti ai suoi occhi frammisti a tutto quel materiale e non si spiegava perché anche da questi non poteva distogliere la sua attenzione, anzi era quasi obbligato ad approfondire le notizie, a vedere nelle pagine che andava scorrendo la rappresentazione della disperazione, del dolore, della malvagità e della falsità. Alla fine cancellava quell’ondata di brutture tornando con lo sguardo al video vuoto che gli rimandava l’ultimo paradiso salvato.

L’immagine ultima che sta fissando sullo schermo da qualche minuto, l’ha presa da una serie di foto panoramiche della Nuova Zelanda, un paio di giorni fa. Da quando era uscito il film tratto dal romanzo di Tolkien “Il Signore degli Anelli” girato su quel territorio, i paesaggi del paese hanno acquistato una notorietà incredibile e la bellezza delle sue zone incontaminate permettono di riposare lo sguardo, dando libero sfogo a sogni e fantasia. Questo rappresenta una lunga distesa di colline verdi che si rincorrono digradanti verso una larga insenatura, su una striscia di spiaggia ciottolosa; le montagne innevate sullo sfondo ed un sentiero che si srotola fino alla riva. Una casa bianca con un piccolo giardino cintato ed un lungo molo in legno, completano il soggetto.

Ora sembra diversa, è come se la luce che colpisce i particolari dell’immagine abbia cambiato direzione… che sciocchezza! E’ lui che la ricorda male, così come non ricorda di aver visto quella figura laggiù in fondo al sentiero. Chissà come sarebbe vivere in un posto così?! Ogni tanto ha pensato che sarebbe bello poter fare un lungo viaggio in posti affascinanti e sereni, lasciandosi alle spalle tutte le preoccupazioni ed i problemi di ogni giorno; non tanto, ma un mese o due di completo ed assoluto relax, visitando luoghi sempre diversi, conoscendo diversi modi di vivere e nuove persone.

Si alza per prendere del materiale per il suo lavoro sullo scaffale a sinistra e tornando indietro si accorge che la figura nello schermo si è ingrandita, anzi per la precisione avanza verso di lui sul sentiero, come se fosse la scena di un film. Riguarda allibito e si risiede con una mano sulla fronte, come per accertarsi di non avere la febbre, di non soffrire di allucinazioni; pensa di aver lavorato troppo… la stanchezza, certamente! Decide di spegnere il computer e di fare una bella dormita. E’ quello che occorre per curare la stanchezza; il mouse corre veloce a cliccare sul menù per la chiusura dei programmi, proprio mentre la figura arriva in primo piano sul sentiero ed in quel preciso momento lui vede l’interno della sua stanza come da dietro una finestra; in un colpo d’occhio la sedia vuota, la bottiglia sulla scrivania, lo scaffale, poi un lampo ed il buio.

Rimane fermo un istante, allibito, poi si gira e si guarda attorno riprendendo il sentiero verso la casa.