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Diario di Viaggio
 

In questa sezione pubblicheremo i racconti e le esperienze di viaggi che i nostri visitatori vorranno inviarci.

 

Diario spedizione in Grecia 1970 (di G. Corbella - Lomazzo)

Sabato 01/08/1970
Partenza da Rovellasca verso le ore 4,30 del mattino. Siamo a Mestre in colonna dalle ore 9,00. Ore 12,00 primo tentativo di pranzare fallito alle ore 13,00. Partenza, sempre colonna, scontro verbale tra Luisella ed uno sconosciuto alla guida di una Citroen. Siamo tutti piuttosto tesi. Fa caldo, si muore, la velocità si aggira attorno ai 4 Km/ora. Sono le 17,00 circa, ingresso in autostrada per Trieste. Ore 18,45 cambio ruota perchè conciata da buttare, salvi per miracolo. Ruota di scorta più piccola. Sosta garage per poter acquistarne una nuova. La FAUWE (Maggiolino Wolksvagen) non parte, ore 18,49. Spinta auto, sospetta rottura valvoline. ARRIVEREMO IN YUGOSLAVIA ? (non si pretende più di vedere la Grecia !!!!!).
Il morale è sotto le suole. Ore 20,30 ci siamo accampati nel piazzale di un distributore di benzina Shell, a causa appunto del guasto alla cara vecchia Fauwe. La riparazione sarà fatta solamente domani Domenica 2 agosto alle ore 8,30.

Domenica02/08/1970
Sveglia alle 7,00 dopo una notte ventosa e molto agitata. Sorpresa del giorno....incredibile, la Fauwe funziona meglio di prima. Una osservazione è necessaria: i calzari di Alma intralciano la circolazione nella tenda a causa della loro sproporzionata ed inverosimile lunghezza (superano i 2 mt !!!). Alma fischia nervosamente e richiede la cinepresa....
Ore 10,15 siamo incolonnati per entrare in Yugoslavia, oltrepassiamo il confine alle ore 10,35 e ci dirigiamo verso Fiume. Fondo stradale simile a quello di Lomazzo. Abbiamo scoperto casualmente che viaggia con noi l'amante di Tito (superfluo far notare che si tratta di Alma). Pranzato in un bel ristorante a Buccari, che lasciamo alle ore 15,10. Daniela suona l'armonica a bocca, Luisella guida, Titty scruta preaccupara uno sfogo sul braccio destro ed io cerco di scrivere in modo comprensibile almeno per me. Abbiamo avuto comunicazione dall'ambasciatorte italiano che si preparano festeggiamenti imponenti a Titograd per l'arrivo dell'amante di Tito. Siamo stati ufficialmente invitati anche noi.
Un mulo ci ha attraversato la strada; evitato per misericordia. Verso sera sostiamo presso un campeggio vicino a Zara. Siamo l'attrazione del campo. L' ambiente è borghese alla nausea (opinione generale), l'ingresso di Franco che indossava dei pantaloni sbrindellati all'ultima moda firmati Dior, ha suscitato l'ilarità generale.

Lunedì 03/08/1970
Lasciato il campeggio con immenso piacere alle ore 6,00. Siamo diretti a Titograd. "Se tegnum su cunt i zulett de zucher". Passati da Dubrownick; il mare yugoslavo è di un colore indescrivibile, decisamente invitante. Facciamo sosta presso un'Osteria a 50 Km dopo Dubrownick per pranzare e qui incontriamo due simpatici ragazzi comaschi (di Canzo) Gigi e Giovanni che, a bordo della loro Fiat 500, hanno intenzione di arrivare sino ad Istanbul. Proseguiremo il nostro viaggio con loro sino al confine con la Grecia.

Martedì 04/08/1970
Sveglia alle ore 4,30. Prima sorpresa del giorno: Gigi e Giovanni sono stati derubati della macchina fotograficaed hanno trovato un vistoso taglio nella tenda. Arriviamo a Titograd verso le ore 7,30 circa e con grande meraviglia il nostro arrivo è passato inosservato. Come conseguenza, l'amante di Tito è sempre nostra ospite e, francamente, non sappiamo come fare per liberarcene. La poverina mostra evidenti segni di squilibrio mentale causati dall'affronto, o meglio dalla bidonata subita. Un suo primo tentativo di impiccarsi alla corda del gabinetto è stato sventato dal nostro baldo cavalier Franco accorso in suo aiuto dopo averla sentita gridare: "Aiuto !!!! così non va, devo proprio rifarmi il trucco !?!?!?"
Ci fermiamo in un villaggio a circa 60 km da Pec in Macedonia. Accoglienza entusiastica da parte delle persone del luogo che hanno preso particolarmente in simpatia Titty e me. Scattate alcune fotografie in loro compagnia. La strada è impraticabile, molto polverosa e fa un caldo boia. Sulla Fauwe si respira a turno, i finestrini sono chiusi, ma mangiamo ugualmente chili di polvere.
Arrivati a Pec i ragazzini hanno circondato festosamente le nostre auto. Abbiamo pranzato schifosamente in uno pseudo self service pieno di mosche oscene. Da Pec siamo diretti a Skopie capitale della Macedonia, dove arriviamo attorno alle ore 19,00. Le strade sono per alcuni tratti asfaltate, ma nella maggior parte con un fondo ghiaioso incredibile e dappertutto sono visibili le tracce del recente terremoto. Le condizioni generali della popolazione sono miserevoli. Si alternano ambienti poverissimi ad altri di livello medio decente. I bambini, numerosissimi sulle strade, mostrano chiaramente il segno di una incurabile denutrizione. Il nostro arrivo, sopratutto nei piccoli villaggi, attira l'attenzione, e siamo continuamente circondati da una marea di persone. In parecchie circostanze abbiamo temuto di non poter più ripartire. Ci siamo fermati in un Motel con vasto campeggio mei pressi di Skopie, dopo tre giorni siamo riusciti finalmente a fare una doccia.

Mercoledì 05/08/1970
Lasciamo il Motel alle 5,30 e ci sono voluti ben 15 minuti per ritrovare l'autostrada che si trovava a 200 metri. In questo paese con il termine autostrada vengono definite le strade a due corsie con incluso passaggio a livello ed attraversamento del centro città. Abbiamo visto spessissimo lungo le strade code di carri pieni di fieno e carrettini con intere famiglie in costumi tipici della zona che si spostavano da un villaggio all'altro. L'abbigliamento delle donne è caratterizzato da gonne lunghe e pantaloni all'ottomana. Contrasti notevoli tra regione e regione, riminescenze ottomane mischiate a quelle moderne, varietà d'aspetti dei paesaggi. Incontrate cave dove vengono impastati fango e paglia per farne mattoni. La circolazione sulle strade è resa difficile dalla presenza di veri e propri pirati che sorpassano pericolosamente, non rispettano la segnaletica e corrono ad una velocità pazzesca sulle strade più disagevoli. Le corriere, tanto per rispettare la regola generale, si fermano tutte in curva.
Alle ore 8,15 ci siamo trovati all'improvviso al confine. Dopo aver compilato moduli e fatto dogana entriamo finalmente in Grecia. Particolarmente cordiali i doganieri greci che al nostro apparire ci hanno chiesto notizie della Mafia....... Franco è stato invitato insistentemente a togliere una medaglia hippy (simbolo di pace) che portava al collo. Ci sono 500 km per arrivare ad Atene, speriamo, se le strade sono belle, di poter dormire in città. Ad un bivio salutiamo Gigi e Giovanni che si dirigono verso Istanbul, con la promessa di rivederci a Settembre, per la prima ufficiale del nostro documentario.
Ore 12,00, abbiamo pranzato in un ristorante di un campeggio in riva al mare. Ottimo pesce ed un vinello bianco delizioso. Finalmento ho nuotato nelle acque dell'Egeo, di una limpidezza sconosciuta.
Ripartiamo verso le 16,30 e viaggiamo tutto il giorno su una magnifica superstrada con rettilinei lunghissimi che ci permettono una media molto alta. Il paesaggio è sempre mutevole e si alternano grandissime estensioni coltivate a zone più aride. E' subito evidente la grande differenza tra le regioni meridionali della Jugoslavia, recentemente viste e questa zona nord della Grecia, che appare notevolmente più sviluppata, sia per quanto concerne le attività agricole che per le generali condizioni di vita della popolazione.
Ci fermiamo per pernottare in una spazio vicino ad un distributore di benzina nei pressi della città di Lamia. Nottata impossibile a causa delle zanzare che infestavano la zona; nessuno è riuscito a dormire ed a completare la nostra disfatta si è aggiunto un cane che ha fatto da sottofondo musicale per tutta la notte.

Giovedì 06/08/1970
Svegli (ma chi ha dormito ?) alle ore 3,15. Lasciato immediatamente quel posto infetto. Atene è nostra alle ore 7,30.
Ci siamo accampati a Dafne, a pochi kilometri dalla metropoli, in un campeggio sufficientemente attrezzato. Le docce non sono propriamente ideali, ma se non altro ci si può lavare.
Nel pomeriggio verso le 16,00 visitiamo l'Acropoli sino all'ora di chiusura. Il tramonto sull'Acropoli è qualcosa di INDESCRIVIBILE.... non ho più parole........

Venerdì 07/08/1970
Sveglia alle ore 8,00 circa, finalmente un'ora decente. Partenza per il centro di Atene. Mentre eravano sotto la metropolitana, è accaduto l'inevitabile imprevisto che ci perseguita ormai dalla partenza.
Un distinto signore in borghese, presentatosi come poliziotto, ha portato al comando di polizia Mariella, perchè vestiva abiti succinti. Indossava dei pantaloncini corti con una maglietta. Tutti noi che eravamo rimasti sotto il metrò, ad eccezione di Sergio che l'aveva accompagnata, siamo rimasti ovviamente in apprensione.
L'incidente si è risolto per fortuna in una bolla di sapone. Mariella è stata trattenuta per tre ore circa al comando di polizia ed è stata invitata ad infilarsi dei pantaloni lunghi, poichè è severamente proibito circolare in città con abiti cortissimi.
Abbiamo visitato il Museo Archeologico, interessantissimo al punto che Luisella, in più di una circostanza è stata trovata intenta a guardare con sgardo bramoso i monili custoditi gelosamente nel museo.
Ritornati in campeggio verso le 19,00. Il cofano anteriore della Fauwe non si apriva più e cisono voluti i mezzi forti per sistemarlo....la solita persecuzione.....
Verso le 21,00 siamo ritornati ad Atene per rivedere il Partenone illuminato e gustare la vita notturna della città.

Sabato 08/08/1970
Sveglia alle 7,30, smontata tenda e ripulite le auto. Ci siamo suddivisi in due gruppi; Alma, Sergio e Daniela si sono recati nella vicinanze del Partenone per acquistare souvenirs, con preferenza per gli abiti tipici locali; gli altri sono andati a visitare il Museo Bizantino. Rientrati tutti, verso le 16,00 siamp ripartiti per Corinto, dove ci siamo soffermati a vedere l'Itsmo con il passaggio delle navi. L'accampamento per la sera è stato fatto su di una spiaggetta nelle vicinanze del mare, dove abbiamo fatto il bagno. All'alba i pastori hanno portato le pecore nell'acqua ed i cani giravano attorno alla tenda. Non siamo stati disturbati eccessivamente, tutti di ottimo umore. Speriamo duri.

Domenica 09/08/1970
In piedi prestissimo verso le 7,00 e bagno nel mare. Abbiamo visitato Corinto antica e proseguito il nostro giro culturale a Micene con la visita al Museo Archeologico. Ci siamo soffermati a visitare le tombe di Clitennestra e Agamennone altre alla'Acropoli. Il caldo è soffocante; temperatura che si aggira tra i 40-45 gradi all'ombra.
Nel tardo pomeriggio ci siamo accampati a Tolon, località marina nelle vicinanze di Argo, dove abbiamo mangiato in riva al mare e fatto un bagno caldissimo. Tutti hanno dormito fuori dalla tenda in riva al mare..... bellissimo....

Lunedì 10/08/1970
Dopo il risveglio, come al solito verso le 7,00, tutti immediatamente in acqua. Abbiamo trascorso la mattinata in modo molto tranquillo, oserei dire insolitamente tranquillo per la nostra comitiva. Tutti si sono preoccupari (borghesemente) di ottenere una rapida abbronzatura. Le conseguenze sono state evidenti la sera, quando la maggioranza lamentava bruciori alla schiena ed alle spalle.La primadonna, Alma, simile ad una aragosta cotta a fuoco lento, si è fatta oliare le giunture presso un distributore della Esso da un compiacente benzinaio.
Nel pomeriggio abbiamo fatto visita ai resti dell'antica Tirinto. Caldo insopportabile. Ci siamo quindi diretti verso l'interno e ci siamo accampati, come nostra abitudine, vicino ad un distributore di benzina a circa 90 km. dalla città di Olimpia.

Martedì 11/08/1970
Al mattino Sergio e Mariella hanno raccontato la loro avventura notturna.
Sono gli unici della compagnia che abitualmente dormono all'aperto, ed appunto durante il sonno, Sergio per primo si è accorto d'essere voluttuosamente leccato sul viso. Nel dormiveglia ha creduto fosse una improvvisa ed irrefrenabile effusione di Mariella, ma svegliatosi si è bruscamente ravveduto, in quanto altro non era che un enorme cane lupo.
Nel frattempo due cuccioletti stavano usando lo stesso trattamento con Mariella che però, ignara, dormiva beatamente rannicchiata nel sacco a pelo. Dopo averla svegliata, con molto tatto per evitare di spaventarla, si sono ritirati entrambi nell'auto. Passato il pericolo l'episodio è diventato solamente un altro dei numerosi ricorsi divertenti da raccontare al nostro ritorno.
Nel pomeriggio abbiamo visitato il centro storico di Olimpia, sede dei primi giochi olimpici, ed il visino museo archeologico.
In città tutti hanno fatto importanti acquisti che hanno ridotto la maggioranza dei nostri borsellini alla clorofilla.
Verso le 19,00 ci siamo portati in una località nelle vicinanze di Pirgos e dopo una laboriosa ricerca finalmente ci siamo accampati lungo una bellissima ed interminabile spiaggia. La sabbia fine sembra impalpabile, il mare limpidissimo si stende di fronte a noi a perdita d'occhio. La zona così aperta è di conseguenza molto ventilata, e se la cosa può essere piacevole durante le ore calde del pomeriggio, crea invece notevoli problemi, quando si tratta di cucinare; infatti vola tutto compresa la sabbia che si accumula nei piatti. In ogni caso queste difficoltà sono facilmente superabili quando si pensa che ci è offerto lo spettacolo di un mare tutto nostro.
Lungo la spiaggia, verso l'interno, gli abitanti della zona hanno costruito le loro residenze estive, alcune sono modeste costruzioni in mattone, altre semplicemente delle baracche o poco più in legno, e qui passano le vacanze con tutta la famiglia.
Il nostro arrivo ha suscitato grande interesse. I primi a raccogliersi intorno a noi sono stati logicamente i bambini, in seguito sono arrivati i genitori, che si sono soffermati a parlare. Con alcuni si parlava italiano, in particolare con gli uomini che avevano fatto la guerra, con gli altri ci si capiva a gesti. Cordialissimi in modo incredibile e con un forte senso dell'ospitalità; hanno diviso con noi, in modo persino toccante, ciò che loro, povera gente, possedeva: frutta, acqua e pane. Abbiamo cercato di ricambiare questi gesti di amicizia offrendo spaghetti cucinati veramente bene (è il caso di sottolinearlo) da Titty.
Verso le 23,00 lo spettacolo della luna che si specchiava nell'acqua, creava un gioco di luci indescrivibile.
Ognuno di noi era preso dai propri pensieri, si sentiva diverso, forse migliore. Stranamente silenziosi ci siamo sistemati per la notte all'aperto a poco più di 4 metri dal mare. Eravamo tutti intimamente commossi. Qualcuno poco prima aveva detto: "Quando una cosa è troppo bella.....si può piangere di felicità...."

Mercoledì 12/08/1970
Mi sono persa nel cercare di descrivere l'atmosfera particolare creatasi nella giornata appena trascorsa ed ho dimenticato un episodio, se si vuole marginale, ma che in ogni caso voglio riportare per onor di cronaca. Mentre eravamo diretti da Olimpia verso Pirgos, abbiamo trovato nel mezzo della strada una tartaruga, già piuttosto grossa e l'abbiamo logicamente raccolta, chiamandola OLIVIA. La bestiola intimidita era poco disposta a mostrarsi, ma in ogni caso è stato il cemtro di interessi dei numerosi bambini sulla spiaggia. Durante la notte saggiamente, in quanto non sarebbe sopravvissuta per mancanza di cibo adatto, è stata messa in libertà da mano ignota.
Oggi mercoledì, Mariella Sergio ed io ci siamo svegliati verso le 5,00 ed abbiamo fatto una passeggiata di 4 km lungo la spiaggia ammirando il nascere del sole. La mattinata è trascorsa velocemente in compagnia dei bambini che hanno circondato la tenda. Per loro abbiamo organizzato dei giochi di salto in alto e salto in lungo oltre ad una partita di calcio ITALIA-GRACIA, giocata da due squadre da 5 elementi ciascuna.
Per l'ITALIA è scesa in campo la seguente formazione:
Portiere: Alma
Terzini: Luisella ed io
Centrocampista con funzioni di libero: Daniela
Centravanti: Sergio
Riserva in panchina: Franco
L'incontro si è concluso con il risultatodi 4-0 in favore della Grecia per non aver voluto la nostra squadra impegnarsi a fondo.
Nel pomeriggio bagni di mare e sole in numero così elevato da provocare in quasi tutti abbondanti scottature. La più provata è come al solito la primadonna Alma che ha la sfortuna di avere una pelle molto bianca e delicata.
Tra di noi qualcuno aveva la febbre come conseguenza del troppo sole.

Giovedì 13/08/1970
La mattinata è trascorsa molto tranquillamente con passeggiate, bagni ed una più prudente esposizione al sole da parte dei componenti la comitiva. Per unanime decisione stiamo facendo i preparativi per lasciare questo luogo e trasferirci direttamente a Patrasso, dove contiamo di cenare in un ristorante locale. Quin siamo impossibilitati a cucinare a causa del vento molto forte, che non permette, tra l'altro di accendere i lfornellino. Titty, intensionata a preparare delle frittelle, è stata costretta a rinviare il progetto a tempi migliori.
L'accampamento è stato attrezzato su di uno spiazzo si di una collina a Patrasso. Come al solito la gente si è fatta subito attorno chiedendo notizie ed offrendoci acqua, frutta e persino il caffè la mattina.

Venerdì 14/08/1970
La più grossa di tutte le sorprese sin qui avute è stata la grande generale scoperta che i nostri biglietti per il rientro portano la data di partenza di sabato 15. Errore nostro che non abbiamo precedentemente controllato. Siamo tutti un poco seccati per la sosta forzata, in quanto psicologicamente preparati alla partenza. Abbiamo sfogato la nostra delusione pranzando abbondantemente in un ristorante in riva al mare, dove abbiamo trovato una zona verde per piantare la nostra tenda per la notte.

Sabato 15/08/1970
Questa sera dovremo, salvo imprevisti salpare per l'Italia.
Abbiamo girovagato per Patrasso in cerca degli ultimi regalini, quindi verso le 19,00 ci siamo definitivamente fermati nelle vicinanze del porto, dove casualmente abbiamo incontrato Gigi e Giovanni, pure loro in partenza sulla nostra stessa nava l'IGNAZIA. Si sono fermati un solo giorno in Turchia, a causa della situazione caotica presente in quella zona. Sul molo, mentre tutte le auto erano in attesa di imbarcarsi, abbiamo fatto amicizia con due ragazzi americani Tony ed Hanry, lavorano e studiano entrambi a Ginevra, ma sono originari di Virginia in California. Due tipi molto simpatici e chiacchieroni; Tony suoba divinamente la chitarra e canta in modo altrattanto magnifico. Dopo aver espletato le varie formalità, siamo finalmente a bordo verso le 21,00.

Domenica 16/08/1970
Dopo una notte trascorso su scomodissime poltroncine tipo pulman ed assolutamente poco adatte ad un sonno riposante, siamo tutti sul ponte per assistere ai vari attracchi della nave nei porti di Jegumeniza e Corfù. Sembra di essere in crociera, il mare è molto calmo ed a bordo hanno tutti un'aria molto distesa. C'è una piscina francobollo profonda solo mt. 1,40, talmente grmita di persone che è impossibile pensare di potercisi tuffare anche solo una volta.
Arriviamo a Brindisi attorno alle 18,00 e dopo le formalità doganali ci ritroviamo tutti sulla terraferma. Qui ci salutiamo con la promessa di ritrovarci a Rovellasca verso la metà di settembre.
La nostra comitiva invece ha fatto la classica e tanto desiderata "magnata di spaghetti" accompagnata da un buon vino locale.
Abbiamo poi ripreso il viaggio trascorrendo la notte in autostrada, dove abbiamo dormito per 3 ore in auto presso un Autogrill.
Rientro a Rovellasca verso le 17,30 del 17/08/1970, accoglianze entusiastiche, in fondo, confessioamolo, è molto bello anche il ritorno....