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Cenni Storici

Comunità Agricola

Nell'Ottocento

 Le origini

Rovellasca P.zza Vittorio Emanuele
Rovellasca
P.zza Vittorio Emanuele

Le origini di Rovellasca risalgono, secondo le tesi più accreditate, al secondo secolo a.C., quando le legioni romane si spinsero verso la Gallia, portando con sè anche popolazioni greche.
Il nome deriverebbe dal latino Rodellum (Rovello - ricordiamo la vicina Rovello Porro), più il suffisso asco, che significa appartenenza. Resta peraltro aperto il problema dell'etimologia di Rovello, secondo alcuni derivante dall'isola greca di Rodi, secondo altri da rovum (il pruno in latino), secondo un'altra versione ancora da roa, ad indicare la natura sassosa del terreno nella zona. Non manca un'ulteriore ipotesi, che accredita un'origine celtica ed il significato "rifugio nella valle fortificata": dunque Rovellasca significherebbe "fuori dalla valle fortificata".
Il territorio dove sorge Rovellasca, nell' 844, con la suddivisione dell'impero Carolingio, venne assegnato in gran parte al Contado del Seprio e per la parte restante al Contado della Martesana; bisogna però arrivare al 1100 circa per trovare un agglomerato urbano dove oggi sorge Manera.
Al 1286 risale una documentazione scritta di notevole importanza per l'area geografica che fa capo alla Pieve di Fino Mornasco e che comprende il territorio attuale di Rovellasca: il testo della cosidetta pace di Lomazzo, firmata il 30 marzo di quell'anno nel brolo di San Vito a Lomazzo, viene letto ed approvato il 3 aprile dagli ambasciatori di Cremona, Piacenza, Brescia, Pavia, Novara e Crema "in territorio de Rudello super brugariam que est inter Rudellum et Lomacium, in strata qua itur de uno loco ad allium". Se è presumibile che già intorno al 1350, sul sedime dell'attuale chiesa parrocchiale di Rovellasca, esistesse una chiesa dedicata a Santa Maria, bisogna giungere al 1460 circa per avere notizia di una supplica dei rovellaschesi al duca di Milano per ottenere giustizia contro il bandito Giovanni Pietro da Carcano detto Zaccagnino: da una decina d'anni. infatti, la zona era stata assegnata a Francesco Sforza.

Rovellasca Casa Vitaliano
Rovellasca
Casa Vitaliano

Nel 1514 il territorio di Rovellasca, insiemi ai paesi circostanti, viene affidato al signorotto Gerolamo Carcano, cui succede, nel 1538, Giacomo Antonio Carcano.
Nel 1543 il feudo, alla morte di Giacomo Antonio Carcano, passa al nipote conte Arconati, della potente famiglia lombarda originaria di Arconate (Mi).
Nel 1595 i capifamiglia di Rovellasca si uniscono ai lomazzesi nella supplica a Filippo II, re di Spagna, affinchè sia negato a Luigi Arconati il titolo di conte di Lomazzo.
La richiesta non viene accolta.

Una comunità Agricola

   

Chiesa di Santa Marta
Rovellasca
Chiesa di Santa Marta

Va ricordato che, sempre nella prima metà del XVI secolo (1521) si registra un radicale cambiamento nella tassazione della proprietà fondiariada parte delle autorità francesiche ha come conseguenza una diaspora dalle comunità più urbanizzate e porta con ogni probabilità nuove famiglie nelle corti e nei cantoni di Rovellasca, allora comunità agricola che lavora i terreni di due famiglie possidenti: i Dalla Porta e i Giulini.
Sempre a questo secolo risale la costruzione della chiesa dedicata a Santa Marta (benedetta nel 1508) mentre nel 1571 viene ridedicata a Santa Maria e a San Pietro la chiesa parrocchiale, che è stata ampliata.
Nel 1611 Rovellasca risulta abitata da 900 persone, suddivise in 130 famiglie. Un documento del 1643, dei consoli di Lomazzo, attribuisce la titolarità del feudo di Lomazzo - compresa dunque Rovellasca - a Marco Francesco Carcano.
Nel 1684 un incendio devasta parte della chiesa parrocchiale e la canonica. Una mappa del territorio di Misinto del 1691 testimonia poi che i proprietari terrieri di Rovellasca sono le famiglie Clerici, Della Porta ed Arconati, oltre all'Ospedale Maggiore di Como.
Nel 1722 l'elenco dei principali proprietari terrieri affianca agli Arconati e all'Ospedale i Carcano e gli Archinti.
Nello stesso anno risulta documentata l'esistenza di un incannatoio per la lavorazione della seta sull'area dell'odierna via Carugo.
Nel 1752 la chiesa parrocchiale di Rovellasca viene elevata a prepositurale.
Nel 1773 le famiglie abitanti a Rovellasca sono 190 (in questo conteggio non si tenne conto di Cascina Manera, indicata come esterna al paese).
Quindici anni dopo il paese è colpito, con le zone circostanti, da un'epidemia di febbre putrida: la chiesa si Santa Marta viene temporaneamente adibita a lazzaretto e verrà riconsacrata l'anno successivo.

Rovellasca nell'Ottocento

   

Alla metà del XIX secolo Rovellasca ha 1600 abitanti; la chiesa parrocchiale viene ridedicata ai santi Pietro e Paolo mentre nell'incannatoio, di cui si parlava già nel 1722, lavorano ora oltre 100 ragazze, di età compresa tra i 12 e i 18 anni, sotto la direzione del pastore protestante Theophilus Linder.
E' lo stesso periodo in cui ha inizio l'emigrazione di numerose famiglie Rovellaschesi, sopratutto verso le Americhe e l'Australia.
Nel 1857 Rovellasca ha circa 1700 abitanti; l'anno successivo lo storico Cesare Canti segnala l'esistenza in paese di 173 "ditte".
Nel 1875 viene fondata la Società di Mututo Soccorso fra gli operai, i merciai ambulanti, i braccianti e i contadini di Rovellasca.
Nel 1884 passa a Rovellasca la frazione "Corte dei Tipi", che fino ad allora aveva fatto parte di Misinto.

Battitura grano
Rovellasca
Raccolta del grano

Rovellasca nel Novecento

   

Sese Sport Club 1910
Rovellasca
I^ Sede Sport Club 1910

Nel 1905 nasce il Corpo Musicale di Rovellasca. Due anni dipo viene inaugurato il nuovo "Asilo infantile Principe di Piemonte".
Nel 1909 viene fondata l' "Unione commercianti in tessuti".
L'anno seguente nasce lo "Sport Club Rovellasca 1910".
Nel 1928 si registra la fusione tra Rovellasca e Rovello Porro. Il nuovo Comune ha sede a Rovellasca e acquista la singolare denominazione "Rovi Porro". Nel 1932 vengono inaugurate le nuove Scuole Elementari.
Nel 1939 termina l'esperienza di "Rovi Porro". Rovellasca e Rovello Porro ritornano ad essere due Comuni autonomi.
Il 2 novembre 1944 sui muri di Rovellasca compaiono manifesti che invitano all'insurrezione armata contro i nazifascisti.
Il 24 aprile del 1945 entrano in Rovellasca le pattuglie dei Partigiani "garibaldini".
Il primo Sindaco del Dopoguerra è Carlo Volontè (dal 1946 al 1950).
Informazioni da: Comune di Rovellasca "Vivi la Citta"